La cosa che mi fa più paura della morte è la cosa che mi fa più paura nella vita: l’incomunicabilità.

Mi viene l’orticaria ad ascoltare la folla di interpreti del pensiero del morto appena morto.

Mi viene uno shock anafilattico quando sento la folla interpretare il pensiero del morto anni dopo il trapasso. 

Se non riusciamo ad interpretare, e tantomeno a ricordare, il nostro stesso pensiero, da vivi, in base a quale presunzione ci arroghiamo il diritto di esprimere le idee dei morti?

Se anche il morto avesse scritto un milione di libri non potremmo indovinare un’opinione che non ha espresso. 

Le iene da funerale, parlando del morto, sbranano pezzo per pezzo la sua anima. 

Quel che dovrebbe restare un ricordo privato nel proprio cuore, diventa un’occasione per far esibire i vivi in un film che non è il loro.

Immagine di Pixabay

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